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Democrazia Economica
Diritto ad avere una condizione economica dignitosa: garantire a tutti la disponibilità delle minime necessità compresi alimenti, vestiario, abitazione, sanità e istruzione. Il diritto al lavoro è un requisito fondamentale per la garanzia delle minime necessità. Lo stato deve sostenere chi non è in grado di essere autosufficiente. Questo non è solo un diritto individuale, ma anche un necessità per lo sviluppo collettivo.
Diritto a migliorare la propria condizione: incrementare costantemente il potere d'acquisto delle persone ridistribuendo la ricchezza. Sviluppare l'utilizzo delle risorse locali e sostenere la produzione di beni essenziali per soddisfare il consumo dell'intera popolazione.
Diritto a controllare i mezzi di produzione: dare alle persone il diritto di decidere dell'economia locale: DE sostiene e promuove forme di organizzazione del lavoro il più possibile gestite da sistemi basati sulla cooperazione coordinata, che permettano ad ogni lavoratore di essere imprenditore dell'azienda per la quale lavora, partecipando alle decisioni, agli utili e ai rischi.
Diritto alla sovranità economica nel territorio in cui si vive: diritto di controllo delle risorse territoriali e della programmazione economica da parte della popolazione. La sovranità sull'economia e sulle risorse spetta alle persone che vivono in quell'area. Salvaguardia da ingerenze speculative economico finanziarie esterne.
ISTRUZIONE ed EDUCAZIONE
Metodologie Didattiche Innovative

Einstein e i grandi geni sono arrivati ad usare il 5-10% del proprio potenziale umano.
Si dice che l'essere umano in generale usi 1%-2% del proprio potenziale mentale, per diverse ragioni.
Indisciplina, superficialità, carenza di introspezione, di sforzo nel raggiungimento dei propri obiettivi esistenziali? ...

Fino ad oggi si sono affacciati sull'arena del sistemi educativi, molti modelli vedi Montessori, Steiner et altri, molte procedure didattiche, spesso abbozzate teoricamente ma non valutate nel loro effetto pratico.
In sintesi come per molte discipline e settori socio-economici, anche la Scuola è entrata in crisi. Il modello di istruzione / educazione è diventando obsoleto.
Sono molti gli studenti ad affermare che lo studio così come è concepito oggi, una mera introduzione ed elaborazione di nozioni nella mente, la memorizzazione e la successiva rievocazione con l'interrogazione, non è più sufficiente.

L'assillo del completamento programmi ministeriali da parte degli insegnanti, interrompe il ritmo naturale dell'apprendimento soggettivo; si deve correre per terminare il programma, incuranti a volte se i concetti siano stati recepiti... C'è da chiedersi: vale di più il programma o lo sviluppo della conoscenza dello/a studente/essa? Potremmo essere d'accordo per lo studente o studentessa. Sono loro che devono beneficiare dei programmi, non viceversa. Sarebbe necessario rispondere a questa domanda ed eventualmente fare qualche cosa per portare allo sviluppo delle della conoscenza e delle potenzialità umane.

Spesso le materie vengono studiate a memoria, per il ritmo troppo sostenuto dei 10-12 professori che si alternano all'insegnamento. Il giorno dopo l'interrogazione si dimentica quasi tutto, pur rimanendo una qualche traccia delle idee studiate. Ne vale la pena? Un detto sottolinea: "poche idee, ma chiare".

La scuola dovrebbe portare allo sviluppo della personalità umana degli/lle studenti/esse: la formazione del carattere, della personalità, la scoperta delle proprie potenzialità che potrebbero solo favorire il recepimento delle nozioni e informazioni oggettive nelle varie materie dello scibile umano.

In un documentario della BBC, sul metodo educativo in alcune scuole superiori dell'India, il professore ha spiegato come mai fa sedere i ragazzi con gli occhi chiusi a 'sentire' il proprio respiro. Così facendo spiegava riusciamo ad avvicinare la parte soggettiva alla parte oggettiva dell'esistenza. Noi conosciamo tutto dell'esistente, ma non conosciamo noi stessi. Si crea perciò un 'GAP' tra quello che siamo e quello che dovremmo essere.

Ecco che la conoscenza di sé potrebbe giocare un ruolo importante sulla tenuta della conoscenza oggettiva, modula l'analisi del da farsi e non farsi, imprime vigore per la marcia in avanti della personalità umana, nella costante lotta contro tutti gli ostacoli...

La scuola odierna si fonda prevalentemente sull'Istruzione: 'io so tu devi sapere', non fonda le sue radici sulla scoperta individuale dei processi logici, e della conoscenza di sé.

L'insegnamento diventa arido, insignificante, molti ragazzi/e lasciano per un lavoro soddisfacente.
Ne vale la pena? Dovremmo avvicinare la parte soggettiva a quella oggettiva per un giusto equilibrio. In effetti la storia, la geografia, la matematica, della lingua madre, non sono fatte per lo sviluppo delle capacità logiche, di astrazione, intuizionali e psicologiche dell'essere umano? Certo, spesso però non sortiscono tale effetto.

>> Coprire il GAP
Questo sembra essere uno dei maggiori problemi della scuola d'oggi: la comprensione e l'assimilazione della materia. Gli studenti/sse non riescono a fare proprie e sintetizzare concettualmente molte nozioni analitiche delle diverse materie impartite. Il trucco dietro alle formule e ai concetti deve essere esplicitato dagli insegnanti.

La Montessori per l'insegnamento della Matematica adotta un metodo interessante: per far capire la "decina" ai bimbi, infila dieci perline in un filo di rame. Poi mette vicine 10 decine a formare un quadrato di 100 perline: questo è il 'quadrato' del numero 10, dieci alla seconda. Ponendo 10 quadrati così formati si crea il cubo: il cubo del numero 10, dieci alla terza. Una potenza questo metodo. Ce lo ricordiamo vita natural durante...

I bambini così hanno una forma, un colore e un suono per un oggetto che si riesce a concettualizzare facilmente. Infatti P.R. Sarkar, filosofo indiano, asserisce che per creare un concetto nella mente è necessario una forma, un colore e un suono. Ogni oggetto esistente ha una forma, un colore, un suono, perfino gli elettroni che si muovono attorno al nucleo, hanno un suono...

Se manca uno di questi fattori l'idea resta vaga e non viene memorizzata se non temporaneamente...

Per la Storia: che cosa significano le sole date di nascita e morte di un imperatore, di una battaglia, della decadenza di un impero se non riusciamo a scorgere un filo comune, una legge che sottende l'evoluzione della storia e della psicologia collettiva degli esseri umani, con i propri limiti, aspirazioni, scienza, credo, architettura, arte, famiglia, valori e principi? Non ci aiuta nemmeno ad interpretare la nostra storia presente...

08-05-2009 Tarcisio Bonotto

PROUT è equilibrio fra:
Necessità delle persone
Garanzia delle necessità primarie (cibo, vestiario, casa, istruzione, sanità)
Distribuzione della ricchezza
Intervento statale
Garantire alle imprese l'acquisto di materie prime, energia e trasporti al prezzo minimo di mercato
Garantire la concorrenza, impedendo la formazione di monopoli e concentrazioni dannose di potere economico
Libero mercato
Controllo diretto dei lavoratori tramite la cooperazione coordinata per le grandi e medie imprese
Gestione a conduzione familiare delle piccole imprese e delle imprese artigiane